Castellirer - Nel rapido e snervante
vivere quotidiano, nell'inquietudine della vita in citta, nonostante il
progresso avvertito pure nei centri minori, vi rimane qualcosa di
originale che suggerisce delle note caratteristiche da
rievocare.
Il trascorrere le giornate e le notti in un paesotto
rurale come in quel di Castellier presso Parenzo, ti riporta a degli anni
addierto in cui si assaporava la vera vita contadina, se non altro per il
comportamento della gente che insiste nel far rivivere delle tradizioni
rurali e religiose.
Al cigolio dei carri con il bue, la vacca, il
mulo o l'asino, si e sostituito il rumore fragoroso dei trattori, delle
zappatrici, mentre il passaggio dell'unico bue "Boscarin" diventa una gran
curiosita ed una rarita.
Per fortuna, du buon mattino, ci si puo
sempre svegliare con il canto del gallo, con il gracidar delle rane,
l'abbaire d'un cane ed il suono del "mattutino" dai vari campanili vicini
e lontani.
Al mattino gran brusio dei lesti agricoltori moderni,
seguiti da tutte le possibili attrezzature moderne, ma pure di coloro che
partono con la zappa, la falce o il forcone in spalla.
Solo qualche
anziano si porta all'ombra del bagolaro sul sagrato della chiesa, di
solito osservando come tutto intorno sta cambiando, mentre si rievoca i
tempi passati, le fatiche, le insidie della guerra, le vecchie
usanze...
Il prete esce solitario, seguito da alcune vecchiette,
dalla prima funzione del mattino, mentre i giovani e le giovani, gli
adulti entrano nelle corriere che li porteranno a lavorare nelle aziende
alberghiere "Riviera", "Plava laguna", "Lanterna"...
Mentre la
mattinata passa nel piu profondo silenzio del paese quasi deserto, nel
primo pomeriggio tutto ritorna assai piu movimentato con il ritorno del
lavoratori stagionali del turismo che si reverseranno anche loro nei campi
oppure a continuare i lavori di construzione di case, garage,
magazzino-granai e via dicendo.
Le case nuove sorgono come funghi,
mentre si ristrutturano vecchi caseggiati e vi si aggiungono delle
costruzioni annesse.
L'asfalto e ormai giunto dappertutto,
prendendo il posto al macadam polveroso e cosparso qua e la dalle feci dei
bovini, asini e muli.
Al posto della caretta per il cavallo del
possidente, dei carri e aratri in legno, vi posteggiano automobili e
trattori, nonche qualche lussuosa macchina, importata con le facilitazioni
senza dogana.
Ma la gente rimane la stessa d'un tempo, assai
premurosa verso il vicino, sempre pronta a collaborare, a prestare
attenzione al passante "foresto", attratta nei giorni abituali dalla
musica allegra di qualche veicolo che porta il pesce
fresco...
Discorrendo di politica non si avverte grande interesse o
peoccupazione per quanto accadendo nel paese, oppure, come usano dire,
lassu in Croazia o in Jugoslavia.
La giornata viene sempre
caratterizzata dal suono delle campane dei "mattini", della prima messa,
dal mezzogiorno, dal vespero e dall' Ave Maria.
Qualche volta il
suono delle campane si insericce nell'orario abituale per annunciare per
qualsivoglia cittadino il passaggio "a miglior vita": si suonano le
campane anche per i morti lontani nati nella localita, ma disseminati in
tutto il mondo, mentre in un baleno si sparge la notizia del compaesano
mancato o sepolto.
La vita religiosa continua come nei decenni
passati, rispettando usi e tradizioni: la domenica non si lavora la terra,
cosi pure nelle altre giornate di festivita religiosa, per non parlare poi
dei santi patroni S. Cosma e S. Valentino, con il ripetersi delle
processioni per il paese che non vennero mai abolite o pribite nemmeno
durante gli anni del potere popolare e socialista.

Il Corpus
Domini di questi giorni viene preparato come di cosuetudine, con gli
altari addobbati lungo le vie principali del paese, dove passera la
processione con le tappe d'obbligo ai piedi degli altari, con i canti
religiosi in lingua slava, intonati di solito dalle donne raccolte insieme
e divise dagli uomini.
Tutto e rimasto come nei seccoli precedenti,
sia i riti religiosi che le usanze della buona tavola imbandita come di
tradizione, mentre i sacerdoti ospiti e presenti per arricchire il
cerimoniale si soffermeranno nel paese in una delle famiglie piu in vista
(almeno per tradizione) per consumare assieme il pasto festivo.
Il
conversare della gente richiama l'attenzione dei forestieri, anche perche
il dialetto slavo ha una caratteristica particolare nell'introdurre parole
italiane deformate, mentre per tutti e normale parlare anche l'istro
veneto e allora si che si avverte il miscuglio del dialetto slavo e croato
pulito del dialetto istro-veneto con delle parole in vero italiano, anche
perche la televisione o RAI TV e di casa ovunque.
Ecco una nota di
un vivere piu tranquillo, dove il tradizionale fa posto al moderno e
viceversa, dove si respira ancora un'aria piu pura.
Elio Musizza -
prof.
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